IL PACKAGING E L’ETICHETTATURA DEL VINO IN CINA

Tra gli elementi a cui i consumatori cinesi prestano particolare attenzione quando si parla di export di vino, e non solo, ci sono sicuramente il packaging e l’etichetta. Secondi solo alla lunga serie di documenti necessari per accedere al mercato cinese, il packaging e l’etichetta rappresentano oggi una grande sfida per le aziende italiane ed occidentali, che decidono di aprirsi al mercato del gigante asiatico.

Scopriamo insieme perché.

Da sempre la Cina è legata alle tradizioni, tramandate da generazioni a generazioni e giunte oggi fino a noi. Negli ultimi decenni, abbiamo assistito ad una trasformazione da paese economicamente arretrato e dipendente da paesi esteri, ad un paese definito una potenza mondiale (al secondo posto alla Stati Uniti per il momento). Questo sviluppo ha fatto sì che il governo cinese adottasse nuove misure volte a regolarizzare i commerci con l’Occidente.

Così come per tutti settori, anche quello del vino, negli anni è cambiato e si è adattato alle nuove classi di consumatori. Perché nuovi? Perché in passato il vino era considerato un bene di lusso non accessibile a tutti e allo stesso tempo le aziende che potevano permettersi di esportarlo in Cina erano un numero estremamente limitato. Oggi è invece un bene a disposizione di una cerchia sempre più ampia di consumatori, più o meno attenti ed esperti, che rivede nel vino l’eccellenza del made Italy.

Come abbiamo già più volte accennato, esportare il vino in Cina non è facile e non solo per la parte burocratica, ma anche e soprattutto per quello che riguarda la “parte estetica” del prodotto. Nel momento in cui il prodotto è destinato al mercato asiatico, deve possedere precisi requisiti riguardanti materiale, imballaggio, etichetta, colore e marcatura delle casse.

Di seguito i principali punti che un esportatore non può assolutamente ignorare:

  • Il pallet su cui viene posizionato il vino deve essere accompagnato da un certificato fitosanitario che attesta il metodo di trattamento. Si tratta di pallet fumigati, gli unici ammessi in Cina.

  • Ogni bottiglia, a prescindere dal grado alcolico o dalla capienza, deve possedere sulla retro-etichetta o su una fascetta posta sulla capsula, il cosiddetto codice GACC. Quest’ultimo stabilisce una serie di requisiti quali sicurezza alimentare, conformità ambientale ecc… per le aziende non cinesi che hanno intenzione di esportare in Cina.

  • Il codice GACC, insieme ad altri dati fondamentali quali lotto del prodotto, denominazione, nome dell’azienda esportatrice, annata e codice a barre, deve essere marcato anche sulle casse del vino. Un codice a barre differente è presente anche sulla singola bottiglia.

  • Se il prodotto si trova all’interno di una cassetta di legno o di una confezione speciale, il tutto deve essere regolarizzato dal certificato fitosanitario. Questo dimostra l’importanza che i consumatori e gli imprenditori cinesi prestano al tipo di materiale utilizzato.

  • L’etichetta posta sulla bottiglia deve rispettare i criteri previsti dal governo cinese. Di solito questo avviene per le retro-etichette, per cui, possono essere richieste modifiche in modo da renderle adatte al mercato cinese.

Quest’ultima deve contenere tutte le informazioni necessarie affinché il vino venga registrato sul portale delle dogane cinesi e venga approvato come prodotto “esportabile”.

Non è un mistero che i cinesi prestino molta attenzione alla parte estetica dell’etichetta, per cui è bene sapere che un logo efficace ha sicuramente un impatto maggiore sul cliente e permette, allo stesso tempo, di riconoscere il prodotto e distinguerlo da altri marchi.

Da questo notiamo che il consumatore cinese ha una percezione dei colori, delle immagini e del packaging completamente diversa dal consumatore occidentale. I colori maggiormente usati sono il rosso e il blu, associati rispettivamente alla fortuna e all’immortalità, due elementi molto importanti per i cinesi.

Lo stesso vale quando parliamo di simboli o numeri:

Per i simboli si tende spesso a rappresentare animali il cui significato è positivo, come ad esempio la fenice, il drago, l’unicorno.

Per i numeri invece, è importante non comunicare connotazioni negativi, per cui si evita di usare il numero 4 la cui pronuncia richiama la parola “morte” e si cerca invece in qualche modo di includere il numero 8 il cui significato è collegabile alla parola “ricchezza”.

Nel loro modo di fare business, assume quindi un’importanza vitale, il fattore culturale. È necessario “pensare cinese” per capire che ci si sta approcciando ad una cultura distantissima dalla nostra, altamente tecnologica ma dalle forti tradizioni.

Questa breve panoramica sulle etichette e sul packaging ci condurranno, sempre su questi canali, ad approfondire l’importanza del marketing in Cina.

Stay tuned!

加油 e alla prossima 🙂

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